mercoledì 18 marzo 2015

Come nasce un re dell'inverno .... a primavera.



Accadde così. 
Un giorno mi chiama Lorenza, mamma di M., una bambina che vive nell'inverno e che per il suo compleanno desisdera davvero tanto, un re dell'inverno. Ma lei compie gli anni a marzo. 
I grandi impazziscono dietro questa cosa e cominciamo a pensare se sia giusto accondiscendere a questo desiderio o se invece non sia meglio accompagnarla fuori dall'inverno. Insomma, mentre gli adulti si crucciano, una maestra suggerisce di accontentare e dice di chiedere a me. 

Manca una settimana al suo compleanno. 
Io non mi tiro indietro. Sono due mesi che me li studio e che vorrei farne uno. Ci mancherebbe anche che perdessi questa occasione!
Accetto e mi ci butto a capofitto. Letteralmente.
Seguono 7 giorni di frenetico lavoro. Acquisto sete e velluti di seta da due negozi diversi. Acquisto perline e fili argentanti. Controllo in dispensa di avere lana bianchissima, lana per capelli, e filo per cucire del colore giusto. Ho tutto!
Alla fine, ho il materiale per farne 5 di re dell'inverno.

Ma andiamo avanti.
Seguono giorni di messaggistica frenetica tra me e la maestra. Io la bombardo di foto di anteprima, di moke-up ... insomma chiamateli come volete, sono le prove di mise en scene prima di cucire. Così si delinea l'oggetto e si prova. Tanto.  Ma la risposta dall'altra parte è la stessa: non vedo i colori ... non posso aiutarti. 

Finalmente ci vediamo, la blocco, tipo 5 minuti prima della lezione. Facciamo le 10 mis in scene provate, alla velocità della luce. C'e' poco tempo. E ... bellissimo! Bellissimo! Questi tessuti sono bellissimi! Ma ... (sospiro trattenuto, ho pur sempre speso una fortuna di materiale!) ... dobbiamo cambiare il colore della seta!! 
Maestra, è la tua ultima parola? Incalzo io, insomma. L'ha detto anche lei che è bellissimo!.
No. Non si muove. E io vado ad acquistare l'ennesima seta, celeste freddissima.

E mi metto al lavoro.

Il freddo c'è, ed è dato dai colori. Ora devo dare il calore. Lo faccio con il movimento. 
Mi metto a cucire. Diamine, quanti punti ho dato a quella creatura. Cucio l'abito su un modello di abito medievale, inserisco il filo argentato nelle finiture. Cucio le perline: sono i ghiacciolini di neve nell'abito. Cucio, cucio e cucio. 

Resta il mantello. Torno dalla maestra per le prove. Lei approva e mi da mano libera (!!) sul mantello, l'importante è creare movimento.
Mi metto all'opera. E sinuosità dopo sinuosità salta fuori un mantello che è una tormenta di neve.
Di slancio, proseguo con i capelli. Riccio dopo riccio, ciocca dopo ciocca fisso i capelli e la barba.

Poi lo scettro. E' un re! Non devo dimenticarlo.
Poi la sfera di neve.
Infine.
La corona. Modello un filo argentato modellabile e ci applico delle perline.

Pesa. Con tutto quel materiale. Il mantello, pensate, è di velluto di seta. 
Piace.

Consegnato.
Fine dell'avventura. 

Non so se mai avrò la fortuna di vederlo nelle mani di M. Ma spero che le piaccia.



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